giovedì 27 agosto 2015

Bernard Aubertin



Devo dire che mi annoio quando lavoro.

Nato il 29 luglio 1934 a Fontenay-aux-Roses, Francia. Nel 1957, dopo l'incontro con Yves Klein, Aubertin inizia la sua storia di pittore monocromo realizzando i suoi primi "rouge total". Con le sue opere Aubertin offre la propria visione nichilista dell'arte che non deve essere descrittiva ma contemplativa. Attraverso la monocromia Aubertin pratica ciò che egli definisce il silenzio pittorico. Nel 1961 entra a far parte del gruppo "Zero" di Dusseldorf. 








Lavorare non mi dà piacere. Ma quando il quadro è finito, nonostante la fatica e l’energia impiegata per realizzarlo, davanti al risultato mi sento pieno di gioia pura.
Certo, a volte mi preoccupo quando mi accorgo di un’imperizia nell’esecuzione e mi dico che avrei potuto far meglio e che la prossima volta farò sicuramente meglio.



Ma la perfezione non è umana e anche questo lo so. In effetti, sul piano dell’esecuzione cosa mi attende la prossima volta? Senza dubbio altre imperfezioni. Ma la cosa fondamentale è che ogni volta io realizzi la mia ambizione. E poiché non posso vedere i miei quadri - appena terminati sono riposti nel magazzino della Fondazione - ho occasione di scoprirli di nuovo (quando li ho già dimenticati) soltanto al momento di una presentazione delle mie opere. Ed è sempre uno shock emotivo.


Ogni volta mi stupisco di essere riuscito a fare delle cose così belle e mi chiedo se sarei capace di rifarle e come le ho fatte, con quale strumento, etc. Perché da una serie di quadri all’altra, dimentico il procedimento di lavoro, di esecuzione; dimentico la tecnica. Intanto sto realizzando un’altra serie, che lavoro in modo diverso dalla precedente.



Poiché l’artista è un ricercatore, egli è un uomo serio. Si, penso davvero che l’arte c’è quando ci si annoia. Coloro che traggono piacere dal dipingere sono i pittori della domenica o quelli che dipingono cose al di fuori della realtà del secolo nel quale vivono; in qualche modo, coloro che non trattano il soggetto. In breve: coloro che si esprimono, coloro che si divertono a dipingere. L’arte, quando è quella dell’epoca nella quale si vive, è un lavoro noioso.



Sono certo che Cézanne, ad esempio, non si è mai divertito con la sua arte. Ma quando si fa una scoperta si prova una grande emozione.





Bernard Aubertin
Appunti del 12 agosto 1999