martedì 14 luglio 2015

London Aquatics Centre, Parco Olimpico, Londra



London Aquatics Centre, Parco Olimpico, Londra


Tipologia: centro sportivo acquatico
Architetti: Zaha Hadid Architects
Responsabile di progetto: Jim Heverin
Progettisti: Glenn Moorley, Sara Klomps
Impianti sportivi: S+P Architects
Ingegneria strutturale: Ove Arup & Partners Impresa: Balfour Beatty
Area: 15,950 mq
Completamento: 2014











Disegnato da Zaha Hadid Architects, il London Aquatics Centre sorge nella porzione sud-orientale del Queen Elizabeth Olympic Park, sul nuovo ponte di Startford City che costituisce un accesso pedonale al parco dalla nuova area di sviluppo urbano di Stratford City e dal sistema del trasporto pubblico.
Il concept architettonico si ispira al movimento fluido dell’acqua, sulla base del quale disegna spazi interni ed esterni che dialogano con il contesto. La copertura ondulata si solleva da terra come un’onda racchiudendo le piscine del centro con un unico gesto unificante fluido, definendo allo stesso tempo il volume delle piscine e delle vasche per l’immersione.






Il London Aquatics Centre è stato progettato per avere dimensioni e capacità necessarie a ospitare le Olimpiadi di Londra 2012, ed essere poi riconfigurato per l’utilizzo cittadino dopo i Giochi.

Il centro si sviluppa in pianta secondo due assi perpendicolari allo Stratford City Bridge, lungo i quali si sviluppano le tre piscine. Quella per l’allenamento si colloca sotto il ponte, mentre quella per le gare e la vasca per le immersioni sono ospitate all’interno di un volume più grande. Il principio guida è stato quello di incorniciare gli spazi delle piscine come fossero dei podi e collegarli al ponte.








L’elemento del podio, che si innalza dalla quota del ponte per riscendere al livello delle piscine, permette di contenere i diversi elementi all’interno di un unico volume architettonico, che sembra essere un tutt’uno con il ponte e il paesaggio.

La sala delle piscine si dichiara all’esterno attraverso una grande copertura inarcata orientata secondo il medesimo asse delle vasche, la cui forma è dettata dallo studio delle visuali dalle tribune.
La doppia curvatura crea una struttura di archi parabolici che identificano la struttura, mentre differenzia il volume della piscina olimpionica da quello della vasca per le immersioni, estendendosi fino a coprire le aree esterne del basamento e l’ingresso al ponte.







La struttura del tetto è ancorata a terra in tre punti, due a nord est, verso il ponte, e uno a sud est. Questa conformazione ha permesso di disporre durante le Olimpiadi 7.500 sedute temporanee lungo entrambi i lati della piscina, per un totale di 15.000 spettatori, senza ostruzioni visive.
Al termine dell’evento le tribune sono state rimosse e sostituite dal pannelli vetrati, mantenendo 2.500 posti per permettere lo svolgimento di futuri eventi.





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