mercoledì 22 aprile 2015

PAUL DELVAUX


Paul Delvaux esponente della pittura surrealista belga, nacque il 23 settembre del 1897 a Antheit, vicino a Liegi, in una famiglia benestante godendo di un infanzia più che agiata.

Prese lezioni di musica, studiò greco e latino e dallo studio dei classici ricavò i temi mitologici che animarono i suoi primi dipinti.






Frequentò l'Académie Royale des Beaux-Arts di Bruxelles, dove si laureò in Architettura e Pittura Decorativa. Nel 1925 Paul Delvaux tenne la sua prima mostra personale, con idilliaci paesaggi naturali, in uno stile personale che inglobava il neonaturalismo primitivista, alle influenze dell'Impressionismo e dall'Espressionismo.





La ricerca pittorica dell'artista attraversò, nei primi dieci anni di lavoro, varie fasi, scivolando lentamente dal realismo naturalista all'espressionismo, influenzata dall'opera di Renè Magritte e di Giorgio De Chirico.

Attorno al 1936, il suo linguaggio pittorico era ormai decisamente ancorato al Surrealismo e, negli anni successivi, partecipò alle esposizioni dei surrealisti senza però aderire al movimento, considerando la sua arte un classicismo rinnovato, attraverso il quale trasportare sulla tela la poesia ed il mistero della vita moderna.



Nel 1936 espose con René Magritte, anche lui socio del gruppo belga Les Compagnons de l’Art, al Palais des Beaux-Arts di Bruxelles.


Nel 1938 Paul Delvaux tiene personali al Palais des Beaux-Arts di Bruxelles e alla London Gallery a Londra ed alla “Exposition Internationale du surréalisme” alla Galerie des Beaux-Arts di Parigi, allestita da André Breton e Paul Eluard e a una rassegna dal medesimo titolo alla Galerie Robert di Amsterdam.

Dei surrealisti Paul Delvaux amò in particolare la rappresentazione distaccata di oggetti ordinari presentati in accostamenti inattesi nelle opere di James Ensor, Salvador Dalí, Max Ernst, Joan Miró e Balthus.

Prima degli anni Quaranta lo stile del pittore raggiunse la piena maturità e, negli anni seguenti, per il resto della sua lunga vita, continuò con leggere variazioni a rappresentare gli stessi temi.

Le sue opere migliori uniscono lo spazio metafisico di De Chirico al distacco ermetico di Magritte intorno a nudi femminili in atmosfere oniriche e vaghe, dove l'erotismo latente a volte viene contrapposto a scheletri o a uomini vestiti, indifferenti ed impassibili.

Tra gli anni 40 e 50 lo stile si appiattisce sempre più con effetti distorti di prospettiva forzata; in questi anni il pittore fece diverse serie di crocifissioni e di deposizioni messe in atto da scheletri, oltre a scene notturne con giovani ragazze e treni.


Un tema sorprendente, tutto di Paul Delvaux, furono proprio le stazioni ferroviarie e le costruzioni classiche dipinte in modo molto realistico, ma immerse in una penombra misteriosa ed inquietante che emanano effetti allucinatori.

Alla strenua creazione di dipinti, l'artista affianca il lavoro di docente presso l'Ecole Supérieure d'Art et d'Architecture di Bruxelles, un incarico mantenuta fino al 1962 e brevi soggiorni in Francia, in Grecia ed in Olanda.

Negli anni Cinquanta Paul Delvaux realizzò grandiosi affreschi su commissione in Belgio fra cui quello al Palazzo dei Congressi a Bruxelles, al Casinò di Ostenda e all'Istituto di Zoologia a Liegi.

Importanti retrospettive si tennero al Palais des Beaux-Arts di Lille nel 1965, al Musée des Arts Décoratifs di Parigi nel 1969 e al Museo Boymans-van Beuningen di Rotterdam nel 1973, la stesso anno in cui gli fu assegnato il Premio Rembrandt dalla Johann Wolfgang von Goethe Foundation di Basilea.

Nel 1975 venne allestita una sua retrospettiva al Museo Nazionale d’Arte Moderna di Tokyo e al Museo Nazionale d’Arte Moderna di Kyoto e due anni dopo, ormai alla fine della sua lunga carriera, Paul Delvaux viene accolto come socio dell’Académie des Beaux-Arts di Francia.

L’artista muore a Veurne, Belgio, il 20 luglio 1994.