lunedì 9 marzo 2015

Hemeroscopium House - Antón García Abril Ensamble Studio


Nel progetto e nella realizzazione di Hemeroscopium House, residenza di grandi dimensioni a Las Rozas, comune situato a pochi chilometri da Madrid, la rilevanza paradigmatica di icona tecnica assume un ruolo dichiarativo.









Il progettista accentua l’uso di elementi strutturali di notevole impatto, le grandi travi in calcestruzzo e in acciaio, che da componenti di grandi infrastrutture come ponti o viadotti vengono convertite a fondamenti dello spazio architettonico e della composizione dell’edificio. La sequenza di incastri si compone man mano nelle fasi di assemblaggio della struttura per la residenza e diviene un riferimento simbolico.


Della costruzione, immersa tra molte altre case private dal mero aspetto commerciale, si può immediatamente cogliere lo spregiudicato esercizio di equilibrismo statico strutturale messo in atto. La casa riflette a pieno lo spirito innovatore dell’autore, espresso sin dalla sua opera prima, già di grande impatto immaginativo.






Il progetto è composto da: tre travi a doppia “T”, due travi ad “U”-di cui una invertita-una trave Warren e una Vierendel. La posizione dei pochi appoggi fa si che le lunghe travi-parete lavorino sempre a sbalzo, accentuando fortemente la sensazione di instabilità, oltre che di orizzontalità.


A coronamento della funambolica composizione è infine posto un contrappeso di granito dal peso di 15 tonnellate, ultimo dei pezzi del sistema, a riequilibrare il tutto.
Linea di mediazione fra la materia in piena evidenza delle strutture e la regolarizzazione geometrica degli spazi interni è la tensione dinamica dell’edificio, che si dibatte fra gravità e fragilità, conforma il paesaggio e attrae visuali lontane negli spazi interni, attraverso la trasparenza delle pareti, nel desiderio di focalizzare la luce diurna, cui il nome dell’edificio si riferisce. Una sorta di complessità, in cui si ricompongono polarità distinte in una soluzione fantasmagorica: l’invenzione esuberante fa parte di una strategia di progetto per produrre forme riconoscibili e memorizzabili. La trave in calcestruzzo a U rovescia assume funzione di specchio d’acqua, come una piscina lineare a sbalzo, che richiama la piscina collocata al livello del terreno all’interno del perimetro di pertinenza dell’edificio. Si amplia così il valore di trasformazione nel segno architettonico: trave-piscina, trave-confine, trave parete. Nel collocare alla sommità del “gioco di costruzioni” un masso di granito di 20 tonnellate, con un’elaborata immagine grezza, si determina un punto fermo per la struttura, un assetto d’equilibrio che si rende esplicito, il luogo dove le tensioni dinamiche si concentrano. Allo stesso modo, la disposizione planimetrica su due lati del quadrato di base e il patio contribuiscono a frammentare gli elementi, in un edificio che è ancorato alla forza compositiva delle strutture.





La concezione della struttura come gioco d’ equilibrio non è dunque fondata sul calcolo ma piuttosto su di un principio elementare-quello della leva-e sull’uso conseguente di elementi precompressi. Pesantezza e leggerezza, chiusura e apertura, stabilità e instabilità sono aspetti strutturanti il progetto.

La casa si configura, a partire dalla giometria del quadrato di lato 22×22 m, come la fusione della tipologia della casa a patio centrale e della casa dalla pianta ad “L”. Ne deriva che lo spazio domestico si identifica totalmente col cortile stesso, ampio e generoso, ombreggiato e protetto dai venti, su cui si affacciano sia gli ambienti indoor che le due grandiose piscine. Questo luogo diviene il teatro della messa in scena della brutale potenza della tettonica costruttiva, ricca anche nel senso di “monumentalità primitiva”.

Una delle tematiche che meglio definiscono l’opera di Abril è proprio il concetto di peso, non inteso come forza ma-bensì-come potenziale estetico, facendo saltare il ragionamento dalla statica alla espressione artistica autentica. Sensibilità per la materia e abilità manuale sono stati certamente durante l’apprendistato “a bottega” dallo scultore Manolo Valdés.

Tale attitudine è analoga rispetto all’uso del calcestruzzo: l’impiego di travi precompresse in ambito di architettura per la residenza, ma abitualmente impiegate per opere di ingegneria di scala più imponente, quali ponti e costruzioni industriali, determina di per se il grado di meraviglia che suscita la villa.
Per concepire l’ardita esecuzione della casa, Abril e il team di ingegneri hanno lavorato un anno e per costruirla soli sette giorni. Un video allegato al nostro articolo ne documenta la messa in opera.

Architetto: Antón García Abril Ensamble Studio
Localizzazione: Las Rozas, Madrid, Spagna
Impresa: Materia Inorgànica
Strutture: J.J.H.Gonzalez
Dati dimensionali: 215 mq superficie utile della casa, 2.700 mq superficie del terreno
Cronologia: 2005/7(progettazione)-2008(costruzione)

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