giovedì 4 settembre 2014

Perché i tasti del telefono sono messi così?


La tastiera di un comune telefono, con le sue tre file di tre numeri e lo zero al fondo, è una delle cose più familiari che abbiamo per le mani quasi tutti i giorni, tanto da darla per scontata e non pensare mai che a un certo punto, nella storia, qualcuno si prese la briga di inventarla e di mettere i dieci tasti in quella posizione e non in un’altra.









Tra la fine degli anni Cinquanta e i primi Sessanta i Bell Labs, l’insieme dei laboratori di ricerca e sviluppo della compagnia telefonica statunitense Bell, dovettero affrontare il problema del passaggio dai telefoni con il classico disco combinatore (quelli con la ruota forata in corrispondenza dei vari numeri, che da noi sopravvissero fino quasi alla fine del secolo) ai nuovi modelli su cui era possibile comporre il numero pigiando i tasti.


Si trattava di un importante passo avanti per rendere più pratica la composizione dei numeri di telefono, ma bisognava studiare un efficace schema per il posizionamento dei tasti.


I Bell Labs presero molto sul serio la cosa ed elaborarono un gran numero di diverse soluzioni: dai tasti collocati a scaletta a quelli messi in cerchio, passando per versioni più creative, ma meno pratiche.


Ogni soluzione fu testata da centinaia di volontari per capire quale schema rendesse più rapida e precisa la composizione dei numeri.


Alla fine dei test il modello attuale cui siamo tutti abituati prevalse sugli altri, ma furono necessarie altre prove per verificare se fosse più pratico fare iniziare la numerazione dal primo tasto in alto a sinistra o dall’ultimo in basso a sinistra, come avveniva sulle calcolatrici.


I test dimostrarono che la prima soluzione consentiva di comporre più rapidamente i numeri e fu scelta quella. Per questo motivo la tastiera dei telefoni è organizzata su tre file da 1 a 9 con lo zero lasciato da solo, al fondo al centro, mentre quella delle calcolatrici va da 9 a 1 partendo in alto da destra con lo zero al fondo, di solito vicino al tasto per inserire la virgola dei decimali.


Prima di approvare definitivamente lo schema dei tasti, quelli dei Bell Labs si misero in contatto con i principali produttori di calcolatrici dell’epoca per chiedere come mai avessero ordinato i tasti dal basso verso l’alto e non viceversa.
Nessuno diede una risposta convincente e si arrivò alla conclusione che la scelta dei primi produttori fosse stata semplicemente arbitraria. Lo stesso schema delle calcolatrici fu adottato anche per le tastiere numeriche dei computer qualche tempo dopo.