sabato 7 giugno 2014

Chefchaouen. La città Blu



Case dipinte a calce blu, piazze animate, erte stradine, il modo migliore per conoscere questa città santa è passeggiare immergendosi nella sua atmosfera.









Incassata tra due montagne, Chefchaouen è una città di case bianche e blu. Un fascino irresistibile che può essere percepito nella piazza Outa-el-Hammam nella medina lastricata di ciottoli.




Seduti alla terrazza di un caffé, potrete godere della bella vista sulla grande moschea Tarik-Ben-Ziad il cui minareto ottagonale si ispira a quello della Torre de Oro di Siviglia.





L’architettura andalusa caratterizza la casbah e i suoi giardini, nel cuore della medina. Le mura di cinta e le sue undici torri merlate, una delle quali fungeva da mastio, ospitano un interessante museo etnografico.








Una cultura viva

Nel piccolo museo della casbah si trovano collezioni di ricami e abiti colorati e variegati simili a quelli indossati dalle donne di questa regione. La celebre djellaba, indumento lungo e ampio portato dagli uomini e dalle donne del Nordafrica, è nata qui.









La squisita accoglienza e la grande ospitalità dei suoi abitanti si palesano nel corso della visita a un oleificio tradizionale (ne esistono più di 1 500) o a un laboratorio artigianale. Oltre alla tessitura, Chefchaouen è famosa per gli oggetti in vimini e i vasi. Potrete partecipare a un corso di ceramica di Ghzaoua e ripartire con le berradas (brocche per l’acqua) o una più semplice goulla (orcio) fatti con le vostre mani.









Generalmente, la ceramica della regione del Rif è sobria. La pittura nera o rossa è applicata direttamente sulla terracotta. La passeggiata prosegue fino a Rif Sebbarim, il quartiere dei lavatoi, sulla cui piazza si erge una moschea del XV secolo.








Da non perdere la visita agli agadirs o granai collettivi fortificati della regione. Infine, non lasciate la città senza aver prima assaggiato il suo formaggio bianco di capra delle montagne. E’ forse il migliore di tutto il Marocco.






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