martedì 25 febbraio 2014

Namibia - Kolmanskop La città fantasma sommersa dal deserto.




Un tempo fulcro della prospera industria diamantifera, oggi Kolmanskop è una città fantasma….

 
Arrivare non è difficile se,

le grandi dune di
sabbia non si trasformano,
trasportate dal vento in cumuli
pronti ad ostruire il passaggio.



La gloria passata, la ricchezza, le attrezzature più elaborate, le abitazioni,sono state abbandonate...










...il deserto piano piano ha preso il sopravvento e si è insinuato lentamente e subdolamente nelle case, negli orti, nelle baracche, nelle finestre rotte, nelle porte ormai divelte,si è insinuato proprio dove un tempo fervevano intense attività.




Rimangono i ricordi …le vecchie abitazioni di dirigenti e
pionieri sono diventate dei musei e ci attestano la vita di
allora, di un mondo di usi e costumi europei trasportati con
minuziosa pignoleria ed una buona dose di nostalgia. 





Vediamo utensili abbandonati sul tavolo, delle ceramiche decorate, mobili in stile, ambienti caldi e confortevoli, una
palestra ginnica, un teatro, addirittura un casinò, molti
luoghi di ricreazione tra cui un angolo adibito al gioco del
bowling.






La gente era felice,l’euforia regnava sovranae la ricchezza potevascorrere come un fiumein piena, alimentata dallafebbre dei diamanti.

Tutta la zona di Luderitz
Bay fu invasa da impiegati,doganieri, magistrati,
oltre ai veri e propri cercatori che volevano delle concessioni. 






Un nuovo Eldorado richiamava gli uomini, ma soprattutto fomentava speranze, alimentava
sogni impossibili!

Oggi la città fantasma è davanti a noi con il suo abbandono,
il suo triste squallore di in compiutezza, di qualcosa che è
finito perché forse si era desiderato troppo. 






E’ quasi bella a vedersi, stagliata tra il giallo ocra della
sabbia ed il cielo senza nubi, nitido, trasparente, di un blu
intenso come possono esserlo solo i cieli africani. 






Nel 1956 è stata definitivamente evacuata ed ora la natura
ne ha reclamato il possesso.


E’ lei la vincitrice e l’uomo, il piccolo uomo presuntuoso non riesce a capirlo,vive nel suo labirinto, rincorrendo il suo destino e gira in tondo, batte la testa di qua e di là non imparando mai la lezione.







Ora non resta che fotografare, cogliere scorci ed immagini caratteristiche o magari ricostruire con un pizzico di fantasia quel mondo di pionieri
in cerca di fortuna
di avventura, che hanno avuto il coraggio di lasciare case, famiglie e patria per inseguire una chimera.


Oggi di tutte queste speranze a Kolmanskop non resta altro che qualche sbiadita iscrizione e una gomma,probabilmente di autocarro, abbandonata nella sabbia del deserto!








A:Liberatoscioli