venerdì 10 gennaio 2014

Leonardo da Vinci e il manoscritto più caro del mondo.


33 anni fa il Codex Leicester di Leonardo da Vinci viene battuto all’asta da Christie’s.

Ad aggiudicarselo per 5,12 milioni di dollari è l’imprenditore Armand Hammer. Bill Gates lo acquista 14 anni dopo per più di 30 milioni di dollari.







Forse doveva essere uno speciale regalo di Natale per la moglie, o magari per sé. Di certo fu un acquisto assai costoso: il 12 dicembre 1980, l’imprenditore statunitense Armand Hammer si aggiudicò in un’asta da Christie’s il Codex Leicester di Leonardo da Vinci per la cifra di 5.126.000 dollari, facendolo entrare nel Guinness dei primati come il manoscritto più pagato al mondo.




Fino ad allora il record apparteneva a una copia della Bibbia di Gutenberg, pagata 2 milioni nel 1978. E oggi il primato è ancora valido, poiché nel 1994, alla morte di Hammer, Bill Gates se lo aggiudicò per 30.800.000 dollari.






Il Codex Leicester è uno dei circa 30 testi scientifici lasciati dal genio italiano scritti di suo pugno nella tipica calligrafia a specchio, ed è corredato, come tutti gli altri, da schizzi e disegni esplicativi.


Sono 18 fogli di carta, piegati a metà e scritti su tutti e quattro i lati fino a formare un piccolo quaderno di 72 pagine. Più che a un testo vero e proprio, assomiglia a una raccolta di appunti, vergati intorno al 1508 in corrispondenza del secondo soggiorno milanese, periodo durante il quale Leonardo era intento a dipingere Sant’Anna, la Vergine e il Bambino con l’agnellino.


Nel testo Da Vinci affronta argomenti di astronomia, idrodinamica, proprietà delle rocce e dei fossili, dell’aria e della luce celeste.



Spiegando, per esempio (centinaia di anni prima della formulazione della teoria della tettonica a placche), che se si trovano fossili nelle montagne è perché queste prima costituivano il fondo del mare.


Leonardo spiega anche il corso dei fiumi, e come questo sia influenzato da eventuali ostacoli, il perché della luminosità della Luna o il fenomeno della luce cinerea, un secolo prima che questo venga dimostrato da Johannes Kepler. E ancora, ben prima che James Lovelockelabori la Teoria di Gaia, ecco Leonardo paragonare la Terra a un super organismo : “ …la sua carne è il suolo; e le sue ossa sono li strati successivi delle rocce che formano le montagne; la sua cartilagine è il tufo; il suo sangue le vene dei suoi corsi d’acqua. Il lago di sangue che si trova intorno al cuore è l’Oceano…”.



Le prime notizie relative al Codice risalgono al 1690, quando venne scoperto dal pittore Giuseppe Ghezzi tra gli averi del defunto Guglielmo della Porta, artista del ’500.

Il proprietario successivo fu Thomas Coke, primo Conte di Leicester, dal quale prese il nome.


Rimase tra i beni della famiglia fino al 1980, quando Armand Hammer lo comprò per oltre 5 milioni di dollari, un prezzo in realtà inferiore rispetto alle stime, che indicavano un valore tra i 7 e i 20 milioni di dollari.


“ Sono molto felice di quanto ho speso, mi aspettavo di pagare molto di più”, avrebbe ammesso più tardi lo stesso compratore. “ Non c’è altra opera d’arte al mondo che desideri possedere più di questa”.


Una volta messe le mani sul Codice, lo statunitense lo ribattezzò Codex Hammer. Fu Bill Gates a ridare al testo il nome originale. Sebbene sia l’unico scritto di Leonardo conosciuto ancora in mani private, il fondatore della Microsoft lascia che ogni anno un museo diverso in ogni parte del mondo lo esibisca. Inoltre, è possibile sfogliare il Codex attraverso il sito della British Library, dove sono disponibili anche Le avventure di Alice sotto terra, la copia originale di Alice nel Paese delle Meraviglie con le illustrazioni di Lewis Carrol, il Bestiario medievale, o il Messiah di George Friederic Handel.



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