venerdì 18 ottobre 2013

Peter Halley


In Peter Halley possiamo vedere come la geometria diviene metafora per esprime la società contemporanea perché ‘la geometria definisce e limita la nostra vita quotidiana’. 

Halley: dipingo le nostre prigioni
Scrittura, filosofia e mappe mentali di un pittore ma guai a chiamarlo astrattista. «Io resto un realista»










Questo pittore americano e teorico dell’arte ha studiato la società post-industriale e le sue opere sono l’espressione visiva dei fenomeni sociali. 



L’artista utilizza la geometria nelle sue opere per raccontare la metropoli americana così squadrata, perfetta geometricamente nell’intersezione delle sue strade,dei cunicoli sotterranei, nelle costruzione di piccolo gabbie abitabili tali da voler rendere anche l’uomo che assume le sembianze di un quadrato.




Il quadrato è il tema principale delle composizioni di P.Halley quindi l’uomo che è isolato, chiuso e solo. L’artista pone una feroce critica contro internet che fa comunicare e raggiungere qualsiasi cosa ma in realtà chiuso sempre dentro i lati-sbarre del suo quadrato alienato e solo. 





Ogni sua opera è un avvertimento sociale di quello che stà accadendo nella realtà, dai colori brillanti, spesso acidi e fluorescenti che sono ‘placcati’ dai tono più tenui, le composizioni geometriche che partono dal quadrato/cella tagliato da linee verticali/sbarre, ripetuto ossessivamente creando un gioco ipnotico di labirinto soffocante senza nessuna uscita.




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