martedì 3 settembre 2013

A Varsavia, tra due edifici, la casa più stretta del mondo


Nata quasi per gioco, o meglio come proposta utopica presentata a un festival d'arte, la casa sottiletta che sarebbe diventata la dimora temporanea dello scrittore Etgar Keret è ora realtà.









Una realtà a firma dell'architetto polacco Jakub Szczęsny, tanto blasonata da essere protetta dalla Foundation of Polish Modern Art di Varsavia, città dove è stata costruita non senza qualche difficoltà. «L'aspetto più difficile - spiega il progettista - è stato incastrare la struttura metallica portante tra i due edifici che si trovano in Źelazna Street. E poi sistemare gli impianti e l'isolamento termico, ottenuto con pannelli sandwich frutto delle nanotecnologie.




Il tempo necessario per renderla abitabile? Circa 3 anni dal momento del progetto».
Quella che i francesi chiamerebbero studio (con l'accento sulla o) è un'installazione curiosa distribuita su 2 piani: quello inferiore misura 10 metri quadrati ed è destinato alla zona giorno, mentre l'altro, di 4 mq, ospita letto e piano di lavoro dello scrittore che usa la casa come pensatoio temporaneo. 




La larghezza dell'edificio nel punto massimo è di soli 122 cm e in sezione si sviluppa a triangolo rettangolo di 11 metri per lato. La struttura portante metallica a croce di Sant'Andrea è dipinta di bianco, e di bianco sono le pareti e tutti gli arredi small size, creati per lo più su misura.




Anche per evitare la sensazione di claustrofobia, l'involucro è candido e la luce piove copiosa dal soffitto in policarbonato trasparente spesso 2 cm e filtra attraverso la stretta facciata in materiale plastico color latte. Sono in vetro invece le porte scorrevoli che chiudono il bagno, micro come quello di un aereo. La lamiera metallica è infine stata scelta per la scaletta d'accesso che conduce a questo spazio che sembra quasi bidimensionale e che ha un che di futuribile.




«Il costo complessivo della Dom Kereta - conclude l'architetto polacco Jakub Szczęsny- è stato di 85.000 euro circa considerando le spese di progetto, costruzione e marketing, in parte coperte dalla città di Varsavia e in parte da sponsor privati».




a.m.e.d.e.o.l.i.b.e.r.a.t.o.s.c.i.o.l.i