giovedì 29 agosto 2013

Un’onda in mezzo al mare: la Cantina Bodegas Ysios di Calatrava



La Bodega Ysios, grande cantina di Rioja di proprietà del gruppo Pernod-Ricard, ha deciso di citare in giudizio l’architetto Santiago Calatrava, il discusso autore del ponte sul Canal Grande di Venezia. Il tetto a specchio della cantina, progettata 12 anni fa dall’architetto, cade letteralmente a pezzi, nonostante la continua manutenzione. Il danno richiesto è di circa 2 milioni di euro.



Un’onda in mezzo al mare: la Cantina Bodegas Ysios di Calatrava

Un'onda in mezzo al mare. Una foglia vibrante mossa dal vento. Queste sono le prime immagini che si formano nella mia mente. Bodegas Ysios, opera dell'architetto - ingegnere spagnolo Santiago Calatrava.

Siamo nella regione della Rioja, a nord della Spagna e la cantina è immersa in un territorio di circa 120 ettari di vigneti; sullo sfondo la Sierra de Cantabria.


Gli obiettivi del progetto di Calatrava erano due: da un lato, creare un edificio - icona per un vino prestigioso; dall'altro, fare in modo che l'edificio potesse essere luogo funzionale di lavorazione dell'uva per la produzione e l'invecchiamento di uno dei prodotti simbolo della Rioja Alavesa.


Ad un primo sguardo la cantina sembra frutto dell'opera di uno scultore, forse anche della pennellata di un pittore: la vista passa dalla copertura in alluminio alle cime innevate delle montagne in lontananza; il terreno brullo, irregolare ma tranquillo e le silenziose colline coltivate a vite sono le onde di quel mare nel quale Calatrava ha voluto "dipingere" la sua cantina. Un edificio sinuoso, caratterizzato da una copertura che riprende il movimento dell'ambiente circostante e che, nel contempo, grazie al riflesso nello specchio d’acqua antistante, rappresenta la catasta di barrique del prezioso vino che custodisce. Il risultato del progetto è opera di un tecnico ma, anche, di uno scultore, di un pittore che è stato in grado di creare un vero e proprio monumento al vino e alla sua produzione.


Uno dei perni del progetto è la copertura, realizzata in legno lamellare e valorizzata dal cornicione legato alle facciate laterali, che crea una vera e propria onda: una superficie vibrante, con elementi concavi e convessi, la cui copertura argentea, riflettendo la luce del sole, crea un effetto in netto contrasto con la quiete dei vigneti circostanti ma, allo stesso tempo rappresenta l'elemento di unione fra il luogo di produzione del vino e la materia prima, le vigne. Altro dettaglio è il perimetro spigoloso della copertura, molto simile al bordo frastagliato delle foglie di vite.


Il principio alla base del successo estetico - funzionale del progetto è, infatti, il cosiddetto "movimento statico", l'andamento sinuoso dei luoghi di lavoro della cantina, chiusi e protetti da pareti in movimento, limiti fisici, materici, filtri fra il paesaggio e lo scrigno - cantina. Per fare tutto questo, Calatrava, ha trattato i volumi caratterizzandoli fortemente grazie al movimento sinuoso di pianta e pareti dell'involucro.


La cantina si raggiunge tramite una strada che attraversa la vigna e lentamente l'onda si fa sempre più grande, fino ad imporsi con la sua maestosità davanti all'ingresso principale, sopra al quale si staglia il grande balcone vetrato, vero e proprio belvedere o, perché no, cattedrale del vino o anche prua della nave che veleggia in mezzo al mare di viti.


Il balcone vetrato, aperto sul territorio, è in netto contrasto con l'ingresso piccolo e buio che sto per varcare ma, in fondo, è giusto così: la cantina è un vero e proprio scrigno in grado di custodire il proprio tesoro.


Questo non è l'unico contrasto, un'altra contrapposizione si nota osservando la copertura lucida del tetto in alluminio e le facciate laterali rivestite di pannelli di legno di cedro, in realtà metafora delle barrique in legno con cerchiature metalliche.


Per raggiungere il centro visitatori si percorre una passerella che scavalca lo specchio d'acqua rivestito di ceramiche rotte, addossato alla facciata principale, espediente che mi ricorda la Città delle Arti e delle Scienze di Valencia: allo stesso modo, questo espediente, permette alla copertura di specchiarsi e creare un’immagine ben definita, che rimanda alla forma delle barrique.




Inaspettatamente, appena varcata la soglia, appare davanti il tesoro più prezioso: una parete vetrata divide l'ingresso dalla sala di invecchiamento e un'imponente “orchestra”, costituita da centinaia di barrique collocate in posizione semicircolare nell'enorme ambiente a clima controllato, si svela subito, improvvisamente, con un effetto che lascia senza parole.

Ai lati di questa sala principale, si sviluppano consequenzialmente le sale di lavorazione dell'uva, lungo un asse asse est-ovest, interrotte solo dalla zona principale appena descritta.

Percorrere le sale del grande edificio longitudinale è come fare un percorso lungo il processo di vinificazione: per il visitatore è come ascoltare il racconto di una storia, per il produttore si rivela una struttura funzionale per trasformare gli acini in vino.


Calatrava è stato veramente in grado di trasformare un luogo di produzione in un monumento, un luogo di culto, un'onda in movimento integrata nel mare tranquillo della vigna.

Progetto: 1998 – 1999

Costruzione: 1999 - 2001

Indirizzo: Camino de la Hoya, s/n

Città: Laguardia

Ubicazione: Álava, Pais Vasco

Paese: Spagna

Coordinate GPS:

+42° 33' 51.95" -2° 35' 4.40"

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