lunedì 26 agosto 2013

La sfera rossa che gira il mondo



Da più di dieci anni gira per il mondo, accompagnata dal suo creatore, l'artista americano Kurt Perschke. Non si ferma mai più di due settimane in città, cambia location in continuazione e, ogni volta, è un'esperienza diversa. 









È stata a St.Louis, Barcellona, Sidney, Portland, a Chicago si è schiacciata all'interno di una fermata dell'autobus e a Toronto era l'attrazione principale, all'ingresso del vecchio municipio. A Taipei incastrata, a mezz'aria, tra due palazzi lasciava senza parole e, ad Abu Dabhi, sulla fortezza di Al Jahili, sembrava una biglia gigante su un castello di sabbia. Ha attraversato il Regno Unito passando per Torbay, Plymouth, Exeter, Waymouth, fino ad arrivare a Londra. Ad aprile, si è fermata prima in California e poi è volata a Parigi dove si è spostata da un punto all'altro della città (attraversando perfino la Senna!) traCanal St Martin, Rue de Rivoli e i Jardin du Luxembourg. E’ bella e divertente e non vediamo l’ora che faccia visita anche a noi, in Italia.


Si chiama Red Ball Project ed è un’istallazione d’arte urbana che, nella sua semplicità, racchiude un'idea geniale: giocare con la città.

In sostanza, si tratta di un’enorme sfera di color rosso acceso in grado di trasformare uno luogo comune, il classico luogo dove passiamo tutti i giorni e che diamo per scontato, in uno spazio inconsueto e originale.

Come?
  
Semplicemente con la sua presenza.


È magnetica, irresistibile a tal punto da attrarre centinaia di persone, di ogni età e cultura, che si avvicinano per fotografarla, toccarla e saltarci anche sopra. Stuzzica l'immaginazione e strappa un sorriso anche al più imbronciato di turno.


Ha un diametro di 15 piedi, circa 4.6 metri di altezza e larghezza. Gonfiata (rigorosamnete in loco) pesa 120 chili e si adatta a qualsiasi luogo, piuttosto ci si "strizza dentro".



Ecco una breve intervista a KURT 


Kurt, hai mai pensato di venire in Italia?

Molte volte. In realtà sono già venuto per fare dei sopralluoghi. Sono stato contattato per Roma, Milano e Venezia ma, per ora, non c'è niente di sicuro. Il primo step fondamentale è trovare uno sponsor ufficiale.


In che senso?

Ogni istallazione deriva dall’invito della città ospitante e da uno sponsor che copre le spese di viaggio e che si occupa dei permessi per esporre nei diversi luoghi. Ad esempio, nel caso di Parigi, l’istallazione è stato un omaggio per i 150 anni di Martini al capoluogo francese, in Australia sono stato chiamato all'interno del "Perth International Art Festival" e a Toronto per il "Luminato Festival".

Chiunque può diventare sponsor, dal fan, ad un'organizzazione culturale, all’ente istituzionale?
Di solito gli sponsor sono legati ad eventi o manifestazioni pubbliche ma, in effetti, a Portland (nel 2005) il Red Ball Project è stato sponsorizzata da un privato cittadino di nome Kevin Carrol.


Qual è la forza delle tue installazioni?

L'interazione con il pubblico, che in ogni città è diversa. Come le persone si rapportano alla sfera e al luogo dove si trova. All’apparenza, l’esperienza sembra riguardare la palla stessa come oggetto, ma il suo vero potere è ciò che può creare per chi lo vive.


Sei originario di Chicago e oggi vivi a New York. Ci sono speranze di vedere la Red Ball anche sul ponte di Brooklyn o sulla Fifth Avenue?

Tutto è possibile!



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