venerdì 12 luglio 2013

Design anni '60 - Gli oggetti icona


La lampada "Nesso" di GIancarlo Mattioli per Artemide (1967)

"Nesso" è un grande classico del design italiano contemporaneo. Si tratta di una lampada da tavolo disegnata nel 1967 da Giancarlo Mattioli e prodotta da Artemide. La sua caratteristica e originale forma a ombrello, la leggerezza della plastica, nei colori bianco e arancio, la resero immediatamente riconoscibile e amatissima in tutto il mondo, successo coronato dal suo ingresso nella collezione permanente del MoMa di New York.





L’emissione, della luce si deve a quattro lampadine nascoste sotto la calotta ed è diretta sugli oggetti posti sul tavolo e contemporaneamente diffusa nell'ambiente grazie all’effetto schermante del materiale plastico. 

Il celebre modello di televisore chiamato "Linea 1" e prodotto da Autovox su disegno di Rodolofo Bonetto (1969)

 
Con l'avvento della tv in Italia, Autovox presenta una gamma completa di televisori in bianco e nero di grande affidabilità e dalla gradevole estetica. Quello che maggiormente è rimasto impresso nell'immaginario collettivo è sicuramente il modello chiamato "Linea 1", prodotto dall'azienda nel 1969 su disegno di Rodolofo Bonetto. La forma innovativa di questo televisore portatile in bianco e nero ricordava l'aspetto dei monitor installati dalla NASA all'interno delle astronavi (era l'anno dello sbarco dell'uomo sulla luna). Come altri oggetti "icona" di quel periodo, anche "Linea 1" si conquisto in breve tempo un posto nelle collezioni permanenti di musei e gallerie d'arte, tra i quali la Metropolitan Gallery di New York.


Icona del design anni '60 è il telefono "Grillo" disegnato di Marco Zanuso e Richard Sapper e prodotto da Siemens



Il telefono chiamato "Grillo" venne prodotto da Siemens ininterrottamente dal 1966 al 1973 ed è considerato oggi una autentica icona del design anni '60. Innovativo nelle forme e nel concept, Grillo (disegnato dalla coppia Marzo Zanuso/Richard Sapper) rivoluzionò per sempre l'aspetto del telefono. Da chiuso, poggiato su una superficie piana, non denunciava immedaitamente la sua funzione, presentandosi quasi come un elegante soprammobile dalla forma bombata. Sollevandolo, un meccanismo faceva scattare il ricevitore rivelando il disco per comporre il numero. Il nome "Grillo" gli venne attribuito per via del caratteristico "ronzio" della sua suoneria, posizionata all'interno della presa in plastica sagomata. Nel 1967 "Grillo" fu premiato con il prestigioso Compasso d’Oro ed è oggi un oggetto ricercatissimo dai collezionisti.




Il radio-orologio Europhone



Oggetto di culto per gli amanti del design anni '60 è anche il famoso radio-orologio Europhone disegnato da Adriano Rampoldi. A dire il vero, il debutto di questo oggetto (per l'epoca innovativo) sul mercato è il 1970, ma il radio-orologio segue l'onda lunga del successo riscosso negli anni '60 dagli oggetti (almpade e piccoli elettrodomestici) in plastica colorata, che coinvolse tanti grandi nomi del design. Prodotto nella versione da tavolo, ma anche da parete, si tratta di un con radio incorporata, con radio AM/FM alimentata a cavo o a batteria. 

 
Una icona del design modeno: è il famoso telefono monoblocco "Ericophon" prodotto dalla svedese Ericsson (1954)



Il telefono Ericophon di casa Ericsson è oggi un pezzo di culto per gli amanti del modernariato e del design vintage. E' un modello, commercializzato dall'azienda svedese a partire dal 1954, che ha fatto realmente la storia del design, dotato di una tecnologia per l'epoca all'avanguardia. Anche "Ericophon", che venne prodotto in tantissimi colori, è figlio del "boom" della plastica e del successo della miniaturizzazione. A differenza degli altri telefoni, Ericophon univa ricevitore, trasmettitore e disco selettore in un blocco unico. Oltre alla tecnologia, la forma innovativa del prodotto ne decretò il grande successo, che lo portò ad entrare in tantissime case italiane. 



E' un pezzo cult del design contemporaneo la radio TS502 di Brionvega (comunemente nota come "Cubo") prodotta nel 1965




La radio modello TS052, meglio nora come "Cubo" è uno dei prodotti simbolo di Brionvega, ma anche in generale del design anni '60. L'irrompere della plastica nel mondo del design dà vita a oggetti come questa radio, leggera e composta da due moduli richiudibili a formare un cubo colorato. Si deve alla coppia di designer formata da Marco Zanuso e Richard Sapper la creazione di questo oggetto datato 1965, che è diventata (nella sua prima versione) ricercatissima da appassionati e collezionisti, ma che Brionvega ha rieditato e riproposto recentemente in diverse versioni. 



La radio lampada Europhon (1970)




E' del 1970 il progetto della celebre radio lampada prodotta da Europhon su disegno di Adriano Rampoldi. Ennesima testimonianza del successo dei materiali plastici nel design contemporaneo, la lampada era realizzata in abs e polimetacrilico e, oltre a unire in un unico oggetto le funzioni di illuminazione e radiodiffusione, permetteva di scegliere fra due diverse intensità di luce: una mezza luce o una luce piena. Molto diffusa nella sua variante in colore arancio, la "radio lampada" è considerata oggi una delle icone del design contemporaneo. 



Celebre "radio lampada" Europhon, prodotta da Ericsson nel 1970. Si distinguono bene i tasti per la regolazione dell'emissione luminosa (luce piena o mezza luce) e quello per l'accensione della radio. 
 
 
Un classico del designi anni '60 è la lampada "tucano" di Old Timer Ferrari


La plastica sposa la tecnologia negli anni '60 e conquista i più grandi designer. Uno dei frutti di questo riuscito matrimonio è la divertente lampada "Tucano" del 1960, presenza fissa in tantissime camere per ragazzi per tutto il decennio. Il suo interruttore in plastica fu uno dei primi in assoluto e il suo becco che si sollevava o si chiudeva svelando la fonte luminosa la faceva assomigliare a un giocattoli, guadagnandole l'amore incondizionato dei bambini. 

 
La lampada "Cespuglio" disegnata da Ennio Lucini per iGuzzini nel 1969



E' il 1969 quando il designer Ennio Lucini progetta per iGuzzini la lampada "Cespuglio", diventata un grande classico del design di quegli anni. La plastica colorata, nelle varianti bianca, rossa e gialla, insieme al design originale decretarono il grande successo di questa lampada. La luce, riflettendosi sui contorni frastagliati delle foglie che compongono questo cespuglio stilizzato, crea un disegno accattivante. Il nome originario dato alla lampada era "Il cespuglio di Gino", un omaggio di Lucini al pop dell'artista Gino Marotta

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