sabato 6 luglio 2013

Ai Weiwei, il più scomodo artista cinese vivente


Quale pensate che sia l’area più sorvegliata della Cina?

Il palazzo imperiale? La Grande Muraglia? Le Tombe dei Ming? Il Tempio del Cielo?

“E’ casa mia!”.




Questa l’inaspettata quanto probabilmente veritiera affermazione del più scomodo degli oppositori del regime.

Peccato che sia anche il più originale artista cinese vivente, Ai Weiwei.



La sua casa è circondata da telecamere e cimici nascoste dal Governo. Accusato di evasione fiscale, pornografia e insulti al Partito, è stato in prigione per 81 giorni, poi il Governo ha ritirato le denunce contro di lui, trattenendo però i suoi documenti.


Come trattenendo i suoi documenti? In che senso? Anche il passaporto?

Si.



“Il fantasma della libertà”,

come è stato soprannominato Ai Weiwei,

non può lasciare il Paese,

non ha identità,

non può ritirare premi

né presenziare ai vernissage delle sue mostre in giro per il mondo,

il 27 ottobre ad esempio c’è stata l’inaugurazione della sua prima personale in Italia, a San Gimignano, dove appunto non c’era.



Censurato dalla stampa del suo Paese, il suo nome ha il veto di apparire sui giornali, allora la sua battaglia si concentra sul web.

Nel 2009 il suo blog, aperto nel 2006, viene chiuso dalle autorità. Per la sua opposizione al regime è stato recluso per 81 giorni, dal 2 aprile al 22 giugno 2011.


La notizia dell'arresto è stata ripresa da tutti gli organi d'informazione mondiali.


Durante la detenzione, i principali musei del mondo (tra i quali la Galleria Tate Modern di Londra, che ne ha ospitato l'installazione "Semi di girasole") hanno lanciato in suo favore una petizione online, che ha raccolto l'adesione di migliaia di persone.

Scopi della petizione:

a) esprimere la preoccupazione nel vedere minacciati i diritti e la libertà di espressione in Cina;

b) auspicare l'immediata liberazione dell'artista.


In Italia, l'Associazione Pulitzer ha lanciato un appello per raccogliere 5 000 firme per Ai Weiwei ; contestualmente ha chiesto pubblicamente al Presidente della Repubblica Italiana di intervenire sul governo di Pechino per la sua liberazione.
Solo il 15 maggio 2011 l'artista è stato autorizzato a vedere la moglie Lu Qiong. La consorte è stata condotta nella località segreta di detenzione del marito.



Il colloquio, come ha reso noto l'avvocato dell'artista, è servito anche a rassicurare l'opinione pubblica mondiale sulle condizioni dell'artista, che, in base a quanto riportato dalla moglie, non ha subito percosse o torture fisiche ed è stato trovato in buono stato di salute.


In particolare, gli sono state garantite cure ricorrenti per le patologie croniche (diabete e ipertensione) di cui l'artista soffre.


Le condizioni a cui è stata sottoposta la visita, avvenuta sotto sorveglianza delle autorità, non hanno permesso di sapere se Ai Weiwei avesse ricevuto minacce né altri dettagli sulle condizioni della detenzione.


A distanza di 81 giorni dall'arresto, l'artista è stato rilasciato su cauzione. La liberazione è avvenuta a ridosso del viaggio del premier Wen Jiabao in Europa. Fino al 22 giugno 2012 Ai Weiwei è in regime di libertà a raggio ridotto e sotto tutela.
Dovrà anche difendersi dall'accusa di evasione fiscale, mossagli formalmente dalle autorità.


Spesso riesce a oltrepassare i limiti imposti dal regime usando soprattutto i social network (specialmente twitter) per manifestare il suo attivismo politico.



Abilissimo nell’uso dei media, è diventato una specie di brand per la libertà d’espressione.
E’ bene ricordare che Ai Weiwei è tra gli architetti che hanno progettato lo Stadio di Pechino, inaugurato in occasione delle Olimpiadi del 2008.


Ai Weiwei  è un artista cinese  di fama internazionale, è riuscito a raggiungere un pubblico sempre più vasto attraverso la sua arte e il suo blog.
Alison Klayman, regista americana, ha seguito Ai Weiwei per ben 3 anni, proprio nel periodo in cui fu chiuso il suo blog e le telecamere di sorveglianza furono installate all’ingresso de suo studio.


E’ nato così il film “Ai Weiwei. Never Sorry”, che ha vinto il premio speciale della giuria al Festival di Sundance quest’anno.  Il film esce prossimamente in Italia.



amedeoLiberatoscioli