mercoledì 5 giugno 2013

Speciale : Anni ’80!




Colorati, innovativi, trasgressivi, insuperabili, indimenticabili… sono i fantastici anni ’80!

Una decade di glamour no-stop, di eccessi sfrenati, di ambizioni spregiudicate e innovazioni tecnologiche geniali che ci hanno reso quello che siamo. Gli anni ‘80 hanno segnato la storia, ma ancora oggi la formano, la modellano facendo sempre parte della nostra quotidianità.

 Un viaggio epico attraverso le icone mondiali, gli eventi sportivi più memorabili, i disastri naturali più devastanti e le idee innovative che hanno cambiato per sempre la nostra vita. 





Guardare gli anni '80 oggi significa prima di tutto non capire quello da cui si veniva quando il decennio dei capelli assurdi si manifestò in tutto il suo poliestere. Anzi, a pensarci bene oggi siamo in una situazione che forse, con parecchi sforzi, può permetterci di percepire il modo in cui funzionavano le cose in quel periodo, o meglio prima di quel periodo.


Prendiamo la crisi attuale, moltiplichiamola per un po’ di volte a piacere, mettiamoci anche delle guerre vere, dei conflitti in corso, delle guerre fredde, della povertà e della crisi, del terrorismo e della criminalità.

Sì sì, ho capito, anche adesso ci sono, anche adesso è terribile. Vi assicuro: di più, molto di più. Il livello di incertezza e di ansia prodotto dai '70 è indubbiamente superiore a quello della crisi attuale. E di molto. Diciamo che il campionato è quello, ma non la posizione in classifica. Dopo i Settanta, non si poteva che cotonarsi i capelli, insomma.




A allora benvenuti negli anni '80, il periodo in cui il sollievo si impadronisce del buon senso. Mentre si teme di morire cotti da una bomba atomica dei sovietici, e per questo si comprano rifugi prefabbricati da mettere in giardino, il matrimonio tra Carlo di Inghilterra e Diana sembra essere il simbolo di qualcosa di benaugurante, ma non si sa bene cosa.


Arriva l’individualismo di chi lavora in borsa, punta dritto ai soldi, ne va fiero e se ne frega del resto.


Arriva quell’imbranata di Madonna, che senza voce, ma con TIR di determinazione diventerà l’apice del pop internazionale per una ventina d’anni.


Nel frattempo si fanno strada, visto che il senso di rinascita dà spazio a chi se lo vuole prendere, una serie di figure che appartengono soprattutto al mondo del business, ma in qualche caso sembrano avvicinarsi alla filosofia o alla religione: sono gli
imprenditori visionari.


Richard Branson della Virgin è uno di questi. Così come lo è Steve Jobs, che si inventa la democratizzazione del personal computer mentre i suoi colleghi pensano solo a come vendere scatoloni alle aziende.


Calvin Klein e la Levi’s non sono più solo marchi ma veicoli di rivoluzioni di costume.



amedeoliberatoscioli