sabato 11 maggio 2013

Jeff Koons

L'avete riconosciuta? Molti forse si...è lei è lei...il suo nome è  Ilona Staller in arte Cicciolina ed è tornata (ancora) in politica. Cosa c'entra?...aspettate e continuate a leggere.


La notizia non è recente lo so e forse neanche importante ( a mio avviso ) ma di solito, a 60 anni, la carriera di una pornostar è al tramonto e la pensione è, un miraggio lontano ma Ilona Staller è una fortunata eccezione. Cicciolina ha occupato un seggio in Parlamento, dal 1987 al 1992, eletta nelle liste dei Radicali. Le sue presenze in aula, a dire il vero, sono state mooooolto saltuarie ma sufficienti a garantirle un vitalizio di 3.000 mila euro al mese.
(vi rendete conto...)

IL SUO PROGRAMMA -

“Riconoscimento legale delle coppie di fatto, la legalizzazione della prostituzione, la liberalizzazione delle droghe leggere, la tutela della dignità dei detenuti”.



Ok basta non vi voglio più annoiare con la politica a questo ci pensano già molto bene tv e giornali; a me invece questa breve anteprima è servita solo per presentarvi una persona a mio avviso più importante....chi è?

Il suo ex marito.


Bill Clinton con Jeff Koons


Jeff Koons (21 gennaio 1955) è uno scultore, pittore e artista statunitense. È famoso per le sue opere, spesso di grandi dimensioni che si ispirano allo stile kitsch.


Spesso, per la sua capacità di esprimersi attraverso l'utilizzo di un'ampia gamma di tecniche, come ad esempio scultura, pittura, installazioni e fotografia, e l'utilizzo di differenti materiali tra cui colori, plastica, gonfiabili, marmo, metalli, ceramica, viene paragonato ad Andy Warhol.


Koons è considerato un'icona neo-pop, illustratore ironico dell'american way of life, e del suo consumismo.




Nel 1991 ha sposato Ilona Staller (nota anche come Cicciolina) con cui ha avuto un figlio nel 1992 di nome Ludwig. L'unione non è durata molto ed ora i due sono divorziati. Sono molte le opere di carattere hard dell'artista con scene di sesso ispirate dalla moglie e spesso con lui come coprotagonista.



Opere

Hanging Heart

Hanging Heart, esposta a Venezia, nel Palazzo Grassi, per la mostra "Where are We Going? Selections from the François Pinault Collection" tra il 30 aprile e il 1º ottobre 2006, venne venduta il 14 novembre 2007 ad un'asta da Sotheby's per la cifra di 23.561.000 $.




Three Ball Total Equilibrium Tank (1995)

Secondo Koons le palle da basket sospese suggeriscono un'idea di morte, l'ultimo stato dell'essere.


- Installazione (Acquistata dalla collezione Tate nel 1995) Una delle caratteristiche che ha definito gli anni 1980, quando questa scultura venne creata, fu l'aumento del consumismo.




Koons creò una serie di lavori presentanti articoli di consumo sospesi in contenitori di vetro. Il messaggio veicolato è che questi, tolti dallo scopo pratico, diventano oggetti inutili da essere solo osservati e ammirati. Il lavoro venne originariamente concepito per un'esibizione sui temi di successo morti e sopravvissuti; il poster dell'esibizione rappresentava una palla da basket, con il significato di ottenere fame e fortuna per la giovane classe dei lavoratori americana.



Nelle sue opere, il contenuto perde d'importanza, a favore del contenitore.




Mostra : 



Torte, palloncini, aspirapolveri
A Basilea l'universo pop di

Jeff Koons



La Fondazione Beyeler celebra il grande erede della Pop Art. Una cinquantina di lavori raccontano trent'anni di creatività tra scandali, provocazioni e giocattoli in versione technicolor.



BASILEA - Jeff Koons è l'artista che in quasi trent'anni di carriera ha votato la sua arte alla provocazione.



Basti solo ricordare quando agli inizi degli anni '90 scandalizza la Biennale di Venezia con la serie di quadri hard dove si auto-ritraeva in amplessi soft-porn con Cicciolina.



Da quell'empireo porno-pop velato di kitsch, che contribuì comunque a lanciare il nome di Koons nel firmamento del business dell'arte con quotazioni salite alle stelle, Koons prese la strada stilistica dei giocattoli, convertendosi ad un mondo ludico di pupazzi giganti e bambole in technicolor.



LE IMMAGINI :

Una svolta, quasi benedetta, nel 2001, quando il presidente Jacques Chirac lo nominò "chevalier de la légion d'honneur". Ma nella sua creatività apparentemente stucchevole e gigiona, Jeff Koons, classe '55, ha il merito di aver rinnovato l'eredità dei ready-mades di Duchamp, del Dadaismo e della Pop art.




Lo racconta bene la mostra antologica ospitata  dalla Fondazione Beyeler, la prima mai ospitata in Svizzera, dove sfilano circa 50 lavori che condensano tre gruppi nodali di opere - "The New" (risalente agli anni 1980-1987), "Banality"





(1988) e "Celebration" (dal 1994 su cui ancora oggi sta lavorando) - considerate dall'artista le tappe decisive nell'evoluzione della sua arte.


La cifra stilistica di Jeff Koons è la sua aspirazione a comunicare con le masse, elaborando con sagacia e acume un vocabolario visivo preso in prestito dalla pubblicità commerciale e dall'industria dell'entertainment, ma portando al limite estremo il confine tra linguaggio artistico e cultura popolare. 







In "The New" si rivedono gli ultimi modelli di aspirapolvere e altri elettrodomestici rigorosamente griffati Hoover dei primi anni ottanta, tutti adagiati o posti vertical-mente su tubi al neon e chiusi in vetrine cubiche di plexiglas.




Nella serie "Banality" sfilano le composizioni in legno o porcellana di personaggi o stereotipi del cinema, della canzone, dell'oggettistica per bambini o da souvenir, dagli specchi reminiscenti le sagome dei cartoni animati agli ultimi grandi dipinti che assemblano immagini dal mondo della moda a quello dei giocattoli e dei fast food.



E non può non spiccare la famosa imponente scultura in porcellana "Michael Jackson and Bubbles", che Koons ha definito una "Pietà contemporanea", assurta oggi a icona postmoderna.




"La scultura esprime l'ideale di Jeff Koons di un'arte che unisce in sé tutti gli opposti e attraverso cui l'artista intende raggiungere il pubblico più vasto possibile", dicono i curatori Sam Keller e Theodora Vischer. Fino alla serie "Celebration" costituisce, fino ad oggi, il gruppo di opere più cospicuo, giocate su sculture monumentali perfettamente lavorate in acciaio inossidabile e dipinti a olio di grande formato.



Protagonisti, qui, i temi familiari legati al passato, "celebra l'essere bambini e il tempo dell'infanzia, sviluppa motivi che richiamano i compleanni e le usanze della festa e ricorre a una forma scultorea monumentale che, stilizzando i tratti, dà vita a figure iconiche", avvertono i curatori.




E qui il museo si trasforma in una vera sala da feste per compleanni, come dimostrano i dipinti "Party Hat" e "Cake", le figure "palloncino" "Balloon Dog (Red)", "Tulips" e "Moon (Light Pink)". Giochi e regali sono il soggetto del magistrale dipinto "Play-Doh" e di "Shelter", fino alla gigantesca scultura "Hanging Heart (Gold/Magenta)", in acciaio inossidabile altolegato e cromato ma che sembra proprio gomma gonfiata. E viene voglia di abbracciarlo.




Jeff Koons scultura esposta al museo Guggenheim di Bilbao

AmedeoLiberatoscioli