venerdì 1 febbraio 2013

Steve McCurry

Steve McCurry  è un fotoreporter statunitense, conosciuto principalmente per la fotografia Ragazza afgana, pubblicata come copertina del National Geographic 
Magazine di giugno del 1985, divenuta la più nota uscita della rivista.

Ragazza afgana
1985

Ragazza afgana

Il ritratto più famoso di McCurry, Ragazza afgana, è stato scattato in un campo profughi vicino a Peshawar, in Pakistan. L'immagine è stata nominata come "la fotografia più riconosciuta" nella storia della rivista National Geographic ed il suo volto è diventato famoso ed è ora ricodato come "la foto di copertina di giugno 1985". La foto è stata anche ampiamente utilizzata sulle brochure di Amnesty International, su poster e su calendari.

L'identità della "Ragazza afghana", è rimasta sconosciuta per oltre 17 anni finché McCurry ed un team del National Geographic trovarono la donna, Sharbat Gula, nel 2002. Quando finalmente McCurry la ritrovò, disse: "La sua pelle è segnata, ora ci sono le rughe, ma lei è esattamente così straordinaria come lo era tanti anni fa".


Copia e incolla l'indirizzo sotto sulla barra del tuo browser per ascoltare il commento di questa foto

 http://www.stevemccurrygenova.it/audio/Peshawar,-Pakistan-2002_IT.mp3


Maledizione o benedizione? McCurry racconta di essere estremamente grato a questa immagine che ha cambiato la sua vita, una fotografia conosciuta dai più in ogni angolo del mondo dalla Cina all'India, dall' Europa agli Stati Uniti.
“Ragazza Afghana è diventata una fotografia talmente iconica che mi segue ovunque vada, e  giuro che non passa giorno senza che io riceva una richiesta di utilizzo, una richiesta di informazioni o qualunque altra cosa che abbia a che fare con quella fotografia, ogni singolo giorno della mia vita”.  


 




 La carriera di Steve McCurry è stata lanciata quando, travestito con abiti tradizionali, ha attraversato il confine tra il Pakistan e l'Afghanistan, controllato dai ribelli poco prima dell'invasione russa. Quando tornò indietro, portò con sé rotoli di pellicola cuciti tra i vestiti. Quelle immagini, che sono state pubblicate in tutto il mondo, sono state tra le prime a mostrare il conflitto al mondo intero. Il suo servizio ha vinto la Robert Capa Gold Medal for Best Photographic Reporting from Abroad, un premio assegnato a fotografi che si sono distinti per eccezionale coraggio e per le loro imprese.

Steve McCurry

 McCurry       ha poi continuato a fotografare i conflitti internazionali, tra cui le guerre in Iran-Iraq, a Beirut, in Cambogia, nelle Filippine, in Afghanistan e la Guerra del Golfo. Il lavoro di McCurry è stato descritto nelle riviste di tutto il mondo e contribuisce sovente al National Geographic Magazine. McCurry è membro della Magnum Photos dal 1986.

Kuwait City, Kuwait by Steve McCurry



"La maggior parte delle mie foto è radicata nella gente". Cerco il momento in cui si affaccia l'anima più genuina, in cui l'esperienza s'imprime sul volto di una persona. Cerco di trasmettere ciò che può essere una persona colta in un contesto più ampio che potremmo chiamare la condizione umana.





Ethiopia

Voglio trasmettere il senso viscerale della bellezza e della meraviglia che ho trovato di fronte a me, durante i miei viaggi, quando la sorpresa dell'essere estraneo si mescola alla gioia della familiarità".


Balletto classico. Steve McCurry



Mamma con bambino by Steve McCurry - Loikaw, Myanmar-Burma



Kodachrome

Anche se McCurry fotografa sia in digitale che in pellicola, ha ammesso la sua preferenza per quest'ultima. Eastman Kodak concesse a McCurry l'onore di utilizzare l'ultimo rullino di pellicola Kodachrome, che è stato prodotto nel luglio 2010 da Dwayne's Photo (nella città di Parsons in Kansas) e che sarà ospitata presso la George Eastman House. La maggior parte delle foto, escludendo alcuni duplicati, sono state pubblicate su internet dalla rivista Vanity Fair.



"Ho fotografato per 30 anni e ho centinaia di migliaia di immagini su Kodachrome nel mio archivio. Sto cercando di scattare 36 foto che agiscano come una sorta di conclusione, per celebrare la scomparsa di Kodachrome. 




È stata una pellicola meravigliosa." - Le foto dell'ultimo rullino di pellicola Kodachrome.

ITALY | Steve McCurry

Thailand - Photo Steve McCurry
Kuwait City, Kuwait by Steve McCurry

"Il mio consiglio per il giovane fotografo è : conosci la storia della fotografia; se vuoi essere un fotografo devi fotografare e poi, come ogni arte, (la fotografia) necessita di tempo e dedizione".


"Una buona foto è quella che rimane con te, che non riesci a dimenticare, qualcosa da cui impari.."



Steve McCurry è sicuramente uno dei fotografi più amati e conosciuti di tutti i tempi.

Credo che la ragione del suo successo sia rintracciabile nell'estetica particolarmente rassicurante, comprensibile e colorata delle sue immagini, anche quando i temi affrontati sono di tutt'altra natura.
 
Anche i committenti più “patinati” sembrano essersi accorti della notorietà di McCurry tanto da affidargli l'ultima edizione del calendario più famoso del mondo, il calendario Pirelli, solitamente appannaggio dei fotografi di moda più glamorous. 
 
Steve Mc Curry - Pirelli 2013
SteveMcCurry rivoluziona il Calendario Pirelli: per la prima volta modelle vestite e la quasi mamma Adriana Lima. 
Calendario Pirelli 2013
 
 
Qual è l'opinione di McCurry sullo “stile” nella fotografia documentaria? “Non cerco mai di abbellire o di romanzare, la cosa più importante è raccontare la storia nel modo migliore possibile. Ognuno di noi ha la propria personalità fotografica e il proprio stile, siamo tutti individui diversi, e alla fine quello che conta è la tua voce”; e ancora “Devi essere onesto e sincero con il tuo reportage, l’unica cosa veramente importante è presentare i fatti nella maniera più semplice e diretta possibile; credo invece che, quando lo stile si intromette nella narrazione della storia, allora sì che c’è un problema”.

Le immagini di McCurry sono dirette, divulgative e di facile lettura, e forse anche questa è una caratteristica che lo rende tanto popolare presso il grande pubblico.
 





 

McCurry utilizza Nikon e Hasselblad, “a seconda della situazione, o del mio umore”, fa il suo editing da solo ed è passato al digitale cinque anni fa: “Penso che il digitale sia un grosso vantaggio e un enorme benefit, perché si può valutare la composizione, la luce, la forma e tutto il resto, e successivamente si può intervenire; alla fine della giornata puoi fare il tuo editing e valutarlo”; e ancora “Penso di essere in grado di scattare fotografie migliori ora, grazie al digitale, rispetto a quanto riuscissi a fare con la pellicola; questo è dovuto principalmente al fatto che con il digitale si possono scattare fotografie senza bisogno del tripod anche quando c’è poca luce”.
 

Kids under a caping, Indonesia from "Right as Rain" series by Steve McCurry







Domanda : 

Come si riconosce una bella foto?

  “Una bella fotografia è una fotografia che rimane con te, che non puoi dimenticare, una foto da cui hai imparato qualcosa, che ti ha cambiato in qualche modo, anche lieve, e che illumina qualcosa della vita.”



Dalla foto di Steve MC CURRY Girl with Green Shawl, Peshawar, Pakistan,



Copia e incolla l'indirizzo sotto sulla barra del tuo browser per ascoltare il commento di questa foto

http://www.stevemccurrygenova.it/audio/INDIA-10720-Ragazzo-in-fuga,-Jodhpur,-India,-2007_IT.mp3











La grande mostra dedicata a Steve McCurry

La grande mostra dedicata a Steve McCurry raccoglie oltre 200 fotografie selezionate dal suo vasto repertorio frutto di oltre 30 anni di straordinaria carriera di fotografo e di reporter. Accanto ad alcune delle icone di McCurry, come il celebre ritratto della ragazza afgana dagli occhi verdi, saranno presentati per la prima volta i lavori più recenti, dal 2009 al 2011: il progetto the last roll con le immagini scattate in giro per il mondo utilizzando l'ultimo rullino prodotto dalla Kodak. Sono presenti anche gli ultimi viaggi in Thailandia e in Birmania con una spettacolare serie di immagini dedicate al Buddismo, un lavoro inedito su Cuba e, nell'anno in cui si festeggia il 150° anniversario, una selezione delle sue "fotografie italiane", omaggio all'Italia frutto dei ripetuti soggiorni effettuati nel corso di quest'anno in varie città e regioni appositamente per questo evento. La cura della mostra e il progetto di allestimento sono di uno dei maggiori protagonisti del design e della cultura dell'immagine in Italia, Fabio Novembre. Le foto sono state scelte non con criteri spazio-temporali, ma per assonanza di soggetti e di emozioni, cercando i fili comuni e gli impensabili legami che accomunano luoghi e persone seppure in latitudini diverse. L'allestimento è pensato come un villaggio nomade con una serie di volumi che si compenetrano tra loro per restituire quel senso di umanità che si respira nelle foto di McCurry.


 
Amedeo Liberato scioli