mercoledì 30 gennaio 2013

Consigli Utili : Speciale Ritratti


Portraits_stiartroP

Con il ritratto non si tratta soltanto di cogliere una foto-ricordo. Occorre stabilire un dialogo, un contatto con il soggetto, perché la fotografia è comunicazione. 


Robin Williams



La specialità ritrattistica è vecchia, proprio come la pratica stessa della fotografia, e la possibilità di fotografare persone ha preoccupato dapprima i pittori, che l'hanno valutata come un pericoloso concorrente. Dal canto suo la fotografia di ritratto, fin dagli inizi, ha cercato di farsi strada sostenendo la tesi di essere una riproduzione fedele e oggettiva, secondo un'affermazione credibile proprio perché basata su un dispositivo ottico-meccanico. Naturalmente però la fotografia di ritratto non è sfuggita al problema operativo di sempre: il rapporto che deve esistere tra il fotografato e il fotografante. A questo punto, ecco ampliarsi il dibattito. Secondo un noto fotografo ritrattista, Ferdinando Scianna, ogni ritratto è in realtà un auto-ritratto. L'affermazione ha una semplice spiegazione: il fotografo, in una ripresa, ci mette sempre del suo. Anche quando scatta rapidamente, senza troppo impegno, oppure quando non è un professionista del genere. Sostengono infatti che è proprio per questo motivo che le fototessere per i documenti, quelle normalmente fornite dalle cabine automatiche, sono sempre giudicate brutte, è perché non sono eseguite da un occhio critico, appunto dall'occhio di un fotografo che sappia giudicare, che adatti la ripresa alle diversità dei soggetti. 

One of the most natural and beautiful pictures of MM.

oh, marilyn

Il ritrattista non può essere timido__________

 

Se si può scattare in studio si è avvantaggiati. La luce artificiale è abbondante e soprattutto è bene orientabile, per controllare le ombre. L'uso di un teleobiettivo, un Sonnar 250mm su Hasselblad, impiegato a diaframma aperto, consente di sfocare lo sfondo.

Elvis



Spetta al fotografo scegliere il taglio da dare alla ripresa. Può anche essere uno scatto di profilo. Qui, nel parco di Kyoto, caratterizza bene la modella.
Un ritratto con il soggetto in zona d'ombra ha un vantaggio, quello di non obbligare la persona a strizzare gli occhi per un eccesso di illuminazione. Tra l'altro, le fotocamere digitali operano particolarmente bene in luce diffusa.
E' importante che il fotografo impari a conoscere e interpretare il soggetto, è importante che ci parli, che stabilisca un rapporto senza il quale la posa giusta non si troverà mai. Un fotografo timido, di poche parole, incapace di stabilire un rapporto umano in poco tempo, non sarà mai un ritrattista.E soltanto unendo la tecnica fotografica all'umanità e alla sensibilità e anche a un pizzico di simpatia, il risultato sarà un buon ritratto e non solo un'impeccabile fotografia. 

Frank and Dean


John Travolta


Paul Newman & Clint Eastwood, photographed by Terry O’Neill, 1972.


IL SOGGETTO è UNO SOLO,

 impariamo a valorizzarlo


Stringiamo l'inquadratura. Molte fotocamere digitali permettono di impostare lo zoom su di una focale decisamente lunga. Diviene facile, allora, ottenere uno scatto strettamente concentrato sulla persona, dunque un vero e proprio ritratto singolo.
Scattare un ritratto significa comunicare correttamente con lo spettatore che lo osserverà. Quindi lo sfondo non deve distrarre. 
Un bravo fotografo/ritrattista preferisce impostare sull'obiettivo un diaframma aperto, perché questo fornisce una profondità di campo non troppo estesa. 




è importante sfocare lo sfondo per fare risaltare il primo piano, una scelta che l'operatore opera regolando la macchina manualmente. Ma è anche la stessa scelta attuata dagli automatismi "program ritratto", che sono presenti un po' su tutte le fotocamere, anche sulle digitali compatte.

Sophia Loren


Johnny Depp

  le OMBRE 

condizionano il risultato

 

Spesso non piacciono i ritratti a un viso eseguiti con una fotocamera compatta. Questo deriva dal fatto che la macchina ha un flash incorporato e perché non è stata posta sufficiente attenzione a dove cadono le ombre. La luce del flash è infatti sempre molto dura e contrastata. Se dietro al soggetto c'è un muro, su di esso appare proiettata un'ombra eccessivamente pronunciata, un profilo scuro, innaturale. Il consiglio allora è semplice: non disponete il soggetto troppo vicino a una superficie che possa raccogliere un'ombra. Stando più lontano permetterete alla luce del flash di diffondersi, di perdersi, con un risultato più naturale.

amazing portrait of J.F.Kennedy



Il punto di ripresa

 

Raccontano che il generale e presidente francese Charles De Gaulle, dal fisico particolarmente alto, non gradisse assolutamente essere fotografato dall'alto e conseguentemente schiacciato dall'effetto prospettico, certamente non adatto alla grandeur del suo ruolo politico, è il segno di quanto possa pesare l'attenzione alla propria immagine. Nella stessa maniera, i fotografi di moda sanno che un leggero grandangolo, e un'inquadratura dal basso, possono slanciare le gambe delle modelle. Infine, quanti genitori osservano la precauzione di chinarsi e disporsi all'altezza dei loro figli, di pochi anni, quando decidono di fotografarli? I bambini, la regola è importante, devono essere ripresi ponendosi alla loro altezza, mai schiacciati in una prospettiva dall'alto.


Brigitte Bardot


La provenienza della luce è decisiva

 

Se è possibile, e lo si può fare meglio con le fotocamere reflex, non bisogna disporre il flash direttamente sulla fotocamera. Infatti l'illuminazione appare più naturale se proviene di tre quarti e dall'alto. è una condizione ben nota ai fotografi matrimonialisti: da sempre impugnano la fotocamera con la mano destra e scattano tenendo il flash con la sinistra, collegandolo via cavo alla fotocamera e sollevandolo sopra la propria testa. Una valida alternativa è naturalmente quella di ricorrere alla luce naturale.



 Basta anche soltanto quella di una finestra. Normalmente fornisce un risultato interessante. La luce appare più morbida se viene diffusa da tende chiare. A questo proposito però, sia con il flash che con la luce ambiente naturale, occorre ricordare un altro elemento essenziale: una fotografia appare più gradevole se riesce a mostrare dettagli leggibili nelle aree scure e anche in quelle chiare. Questa non è una condizione facile da soddisfare, perché nella fotografia di ritratto la luce è quasi sempre molto direzionata. I professionisti hanno un segreto: ricorrono a pannelli riflettenti utili per rischiarare le ombre. 




La procedura è di facile attuazione anche nel mondo della fotografia amatoriale. Ad esempio, se si scatta un ritratto in spiaggia e non si vuole che il soggetto abbia un'espressione innaturale o mostri gli occhi semichiusi, è meglio inquadrarlo disponendolo in modo che abbia il sole in posizione molto laterale, o addirittura in controluce. Ecco il segreto: se un aiutante del fotografo tiene fuori campo, ma il più possibile vicino al viso della persona ritratta, un asciugamano bianco, questo riflette la luce attenuando l'ombra altrimenti troppo scura del volto. Si tratta del più economico, ma efficace, pannello riflettente disponibile. Nelle riprese eseguite direttamente in controluce si può adoperare allo stesso scopo anche un colpo di flash. La tecnica del "lampo di rischiaramento delle ombre" si è molto evoluta proprio con l'avvento della fotografia digitale e il perfezionarsi dell'elettronica. Oggi prevede un dosaggio della luce flash che avviene in modo automatico, anche sulle fotocamere digitali compatte. 

Steve McCurry, Amdo Nomad in a tent (2001), Lhasa, Tibet



by Edward Steichen



Attenti all'insieme

 

Un ritratto può essere a figura intera, magari colto al volo. Lo zoom, anche di una semplice fotocamera compatta, è prezioso.
"è riuscito bene questo ritratto, è uno scatto davvero spontaneo": il commento testimonia la vera abilità del fotografo. Infatti il segreto non sta nel guidare una persona, nel metterla in posa, quanto piuttosto nella capacità di percepire l'attimo giusto in cui scattare. Una regola suggerisce di usare preferibilmente focali lunghe. Il teleobiettivo è l'ottica che deforma meno, è più naturale nella resa, è più adatta a sfocare uno sfondo che distrae. Oggi si scattano spesso ritratti anche con il grandangolare, soprattutto se si vuole immergere il soggetto in un contesto specifico, in un ambiente caratteristico. Attenzione però, in questo caso, a tenere il viso verso il centro dell'inquadratura, per evitare l'ovalizzazione innaturale dei lineamenti, inevitabile se sono disposti ai bordi. Per finire, ed è un classico problema nella fotografia a colori, attenzione alle dominanti riflesse. Scattare un ritratto a una persona vicino a un muro di mattoni può portare a una dominante rossa, mentre su di un prato verde può succedere di "raffreddare" il colore dell'incarnato in modo innaturale.

Dustin Hoffman


Il "decalogo"    del    buon ritratto

 

In fotografia non ci sono regole che devono sempre essere seguite: la creatività e la sensibilità artistica valgono più di ogni altra considerazione. Ma, almeno per i ritratti, è possibile identificare delle linee guida che, se seguite, dovrebbero portare a risultati più che soddisfacenti. Vediamole. 




Il panorama NON conta

 

Evitare, se non si ha in mente una composizione particolarmente evocativa, di porre enfasi sia sul soggetto che sul panorama. In un ritratto tutta l'attenzione deve cadere sulla persona, sul viso e infine sugli occhi. Il resto è solo di contorno. 


Gli occhi, sono lo specchio dell'anima

 

Attenzione agli occhi chiusi (sempre che non siano voluti). Per evitare che il soggetto chiuda gli occhi proprio nel momento dello scatto è bene scattare subito dopo un battito di ciglia: è assai improbabile che una persona ne faccia due in rapida sequenza. 

Jimi Hendrix

Non mischiare soggetto e sfondo

 

Se possibile, posizionare il soggetto di fronte a uno sfondo che "stacchi", cioè composto da tinte e toni diversi da quelli dei capelli e della pelle. 

Julia Roberts.

La calma di una luce morbida

 

Se si vuole realizzare un ritratto rassicurante e descrittivo è meglio optare per luci morbide, come tipicamente le luci indirette e riflesse, evitando i raggi diretti del sole che creano contrasti forti e parti difficilmente leggibili. Per un buon ritratto è normalmente ideale la luce filtrata da un cielo leggermente nuvoloso. 

Warren Beatty

Il sole e la forza dei contrasti


Esponendo il viso ai raggi diretti del sole si possono ottenere giochi di luce molto piacevoli, è però necessario controllare le ombre ed evitare che creino sul viso linee di forza diverse da quelle dei lineamenti. Per garantire la leggibilità degli scuri è buona norma sovraesporre leggermente. 


Usare una focale lunga

 

I teleobiettivi (intorno ai 135 mm e oltre) sono ideali per i ritratti poichè creano poche distorsioni geometriche, garantiscono una bassa profondità di campo (si sfuoca lo sfondo) e danno la possibilità di restare abbastanza distanti dal soggetto, che così assume pose più spontanee. 


Paul

Scegliere diaframmi aperti

 

Un'apertura del diaframma generosa permette tempi più brevi (evitando il mosso) e contribuisce a creare uno stacco chiaro tra il soggetto e lo sfondo, che appare più sfuocato. 

Michael

Parsimonia con il.........flash

 

Evitare di fare un ritratto in interni con il flash, luce che appiattisce; se c'è luce esterna, molto meglio posizionare il soggetto nei pressi di una finestra, meglio se non esposta a forti raggi solari diretti. Nel caso non ci sia luce naturale, se il flash di cui si dispone lo permette, meglio rivolgere la lampada verso l'alto, in modo da sfruttare la luce riflessa, più morbida e naturale. 


A ogni faccia la giusta inquadratura

In linea di principio i visi tondeggianti andrebbero fotografati di tre quarti, mentre quelli lunghi e affilati frontalmente; per mascherare delle orecchie "a sventola", sempre meglio utilizzare un'inquadratura di tre quarti, mentre è meglio lo scatto frontale per i nasi pronunciati. 


Meglio le pose spontanee

 

Le fotografie spontanee sono sempre le migliori ma anche le meno controllabili sotto il punto di vista della corretta esposizone, del fuoco e di tutti i parametri di scatto. Con una fotocamera chimica, se si cerca la fotografia spontanea, bisogna essere pronti a spendere un po' in sviluppo e stampa: gli scarti, anche solo per i mossi saranno molti. Se invece si scatta in digitale le cose cambiano e si può cercare la giusta espressione anche con l'aiuto dello scatto a raffica.




Amedeo Liberato Scioli