martedì 4 dicembre 2012

La Venezia dei misteri


Venezia è una città ricca di luoghi particolari e misteriosi e di tradizioni e leggende secolari. Tra calli e campielli si nascondono misteri, curiosità, intrighi e passioni della Serenissima. In questo Post vi voglio descrivere una Venezia "diversa".






  

La piazzetta San Marco


La Piazzetta, che si affaccia sul bacino di San Marco, offre una meravigliosa vista sulla laguna. Le due colonne, provenienti dall’oriente, fanno da ingresso alla piazza, in onore rispettivamente del primo patrono di Venezia, San Teodoro, e del Santo patrono Marco, diventato tale dopo il leggendario trafugamento del corpo. In origine si narra che le colonne fossero tre, ma nel trasbordo da Costantinopoli una s’inabissò senza più poter esser recuperata. Misteriosa o ingegnosa, sembra sia stata la tecnica che adottò per issare le colonne Nicolò Barattieri, costruttore anche del primo Ponte di Rialto. 

San Marco


Attorno al 1507, il fornaio Piero Tasca, trovò un morto pugnalato per strada e fu incolpato di quell'omicidio. Dopo crudeli torture volte a farlo confessare, fu giustiziato davanti al lato sud della Basilica, poco prima che si venisse a scoprire la sua innocenza. Da allora, due lumini rossi sono accesi tutte le notti fra due archi della Basilica, di fronte al punto in cui c'era il patibolo come perenni scuse della città a quella vittima innocente.

La Torre dell'Orologio    


Si narra che la Repubblica fece cavar gli occhi all'ideatore del meccanismo degli orologi che danno su Piazza San Marco, affinché non potesse più ripetere simili meraviglie per potenze rivali. A Maggio, nel giorno della Sensa (Ascensione) si possono vedere tre Re Magi meccanici preceduti da un angelo che ad ogni ora, sfilano davanti all'immagine della Vergine inchinandosi.

Palazzo Ducale


Guardando le colonne del primo loggiato di Palazzo Ducale, ne possiamo scorgere due di colore differente dalle altre ove, secondo la tradizione, venivano lette le sentenze capitali. Tuttavia, sempre tra le colonne era offerta l’ultima speranza: sul lato della costruzione che dà sul mare è presente una colonna che ancora oggi appare con il basamento consumato. Chi fosse riuscito a girar intorno alla stessa senza cadere dal basamento sarebbe stato graziato. Provare per credere.  





I Giardini della Biennale  


Nel 1921, vicino alla statua di Garibaldi all'interno dei giardini apparve un fantasma in camicia rossa che molestava i passanti con strattoni e sgambetti. L'ectoplasma venne identificato poi con Giuseppe Zolli, classe 1838, garibaldino che aveva giurato di guardare le spalle all'Eroe dei due Mondi anche da morto. Così, dietro alla statua di Garibaldi fu posta una guardia del corpo bronzea con le fattezze dello Zolli. Da quel giorno il fantasma non ricomparve più. 




Ca’ Dario  


 Palazzo inconfondibile, quasi alla fine del Canal Grande, riccamente decorato da medaglioni di marmo policromo e pietra d’Istria, fu costruito per Giovanni Dario originario della Dalmazia, nel 1487, su disegni di Pietro Lombardo. Sin dalla costruzione, purtroppo, si contrappose alla sua bellezza la fama di palazzo “maledetto “, dovuta al fatto che i numerosi proprietari che vi succedettero fino a tempi recenti, furono vittime di cruente dipartite. L'anagramma dell'iscrizione di buon auspicio nel palazzo "genio urbis joannes dario" in " sub ruina insidiosa genero" forse conferma la tesi del maleficio? 




Il Gobbo di Rialto

 Nel campo antistante la chiesa di San Giacomo di Rialto, c’è una curiosa scaletta di marmo sorretta da una figura piegata, detta “ Il Gobbo di Rialto ” era questa, infatti, la pietra del Bando da dove si leggevano i Decreti della Repubblica.








Il Palazzo Mastelli o del Cammello


Il Palazzo Mastelli o del Cammello e ubicato a Cannaregio, in una delle zone più pittoresche di Venezia. Il palazzo era l’antica dimora dei mercanti Rioba, Santi e Alfani, provenienti dalla Morea (Peloponneso) attorno al 1112, raffigurati dalle statue poste agli angoli del campo e nella fondamenta. Una leggenda sostiene che le statue sarebbero gli stessi mercanti, pietrificati a causa della loro disonestà.







La Riva degli Schiavoni e i Listoni 



Ancor più di oggi, in passato la Riva degli Schiavoni era la passeggiata per eccellenza, uno dei tradizionali “ listoni “, luoghi pubblici di socializzazione per i cittadini veneziani. Il nome “ Liston ” deriva dal primo e più famoso, quello di campo Santo Stefano, frequentato sin dal XVI secolo. All’epoca il campo era ricoperto d’erba, attraversato da una striscia (lista) selciata dove si poteva chiacchierare, mettersi in mostra e corteggiare liberamente. 



















Il Cimitero di Venezia

Il passaggio - Cimitero di Venezia

’Per me si va ne la città dolente,
per me si va ne l'etterno dolore,
per me si va tra la perduta gente.

Giustizia mosse il mio alto fattore;

fecemi la divina podestate,
la somma sapïenza e ’l primo amore. 


Dinanzi a me non fuor cose create
se non etterne, e io etterno duro.
Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate’. 


Canto III Divina Commedia.



Il Cimitero di Venezia e composto da due isole unificate, quella di San Michele e quella di San Cristoforo della Pace. Il 7 dicembre 1807, un decreto napoleonico disponeva la concessione dell'isola di San Cristoforo della Pace alla Municipalità perché vi fosse edificato il "Cimitero Generale ". Il Cimitero ospita nomi di illustri stranieri che amarono particolarmente Venezia, tra gli altri: il compositore Igor Stravinsky che qui completò la sua Quarta Sinfonia, il poeta Ezra Pound, che pubblicò a Venezia “ A lume spento “, la sua prima raccolta di poesie, e Josif Brodskij, Nobel per la letteratura, che dedicò alla città uno dei libri più toccanti mai scritti “ Fondamenta degli Incurabili”.












































 Amedeo Liberatoscioli