martedì 18 dicembre 2012

Il Camino


Può essere rivestito in diversi materiali come legno, marmo, pietra, ferro o acciaio e ne esistono di diversi tipi: per questo non è semplice scegliere il camino ideale per la propria casa. Orientarsi nel labirinto di proposte sul mercato non è affatto facile:








  • Camini a camera aperta (tradizionali): adatti per ville e case grandi

Questo è il camino tradizionale come lo si vede in ogni film o su ogni pubblicazione storica. Il fronte del focolare, o braciere, è aperto verso il locale da riscaldare, libero di diffondere direttamente il calore della fiamma nel locale. Il funzionamento è del tutto simile ai caminetti in uso da sempre, salvo accorgimenti tecnici volti ad ottenere la massima efficienza, ovvero convogliare più calore possibile nell'ambiente, limitando al minimo quello che se ne fuoriesce dal comignolo esterno; questo obiettivo si ottiene sia con accurati calcoli nel dimensionamento della bocca del focolare, della canna di scarico, del comignolo e della presa d'aria, sia adottando specifici materiali termici riflettenti e/o isolanti.
Il camino aperto tradizionale può dirsi funzionante quando vi si ha il "tiraggio", ossia quando evacua senza problemi i fumi che si producono durante la combustione. Il buon funzionamento dipende da precise leggi fisiche; non attenendosi a queste nella costruzione si rischia di comprometterne il funzionamento: sono molto frequenti i casi in cui un caminetto non può essere acceso, in quanto le irrespirabili esalazioni invadono la stanza che ospita il manufatto. In particolare un camino a camera aperta necessita di una grande quantità di aria comburente, aria che è necessario fornire con una adeguata presa collegata con l'esterno (e mai dentro il locale stesso). Ricercando su Internet esistono alcune, poche, pubblicazioni che aiutano a costruire caminetti funzionanti, dimensionando in maniera corretta i vari elementi che compongono tale elemento architettonico.



  • Camini a camera chiusa: il focolare è sigillato da un vetro di ceramica.

Il focolare non è a diretto contatto con l'ambiente ma è separato da uno schermo in vetro. Questa tecnologia risulta più costosa del camino aperto ma offre diversi vantaggi. Il braciere è contenuto all'interno di un monoblocco prefabbricato di forma rettangolare o quadrata, la cui struttura è generalmente composta da ghisa, lamiera di ferro, ed eventuali inserti in materiale refrattario. Il fronte della fiamma è schermato verso l'ambiente da un portello in vetro.
La diffusione del calore nell'ambiente avviene in due modi distinti: irraggiamento diretto e convezione. I vantaggi di questa tipologia consistono in un maggior rendimento, maggiore autonomia e minore manutenzione. L'elevata efficienza di questa tecnologia permette di riscaldare anche altre stanze oltre quella in cui è installato il camino, il trasferimento dell'aria calda è affidato a semplici tubi di diametro appropriato; se l'impianto è fatto a regola d'arte, il lento moto convettivo dell'aria, che si genera negli ambienti, è sufficiente a mantenerli alla temperatura ottimale; nel caso il moto convettivo non sia sufficiente, è possibile forzare il ricircolo dell'aria tramite apposite ventole elettriche. L'impiego di ventole in un impianto a camino comporta un notevole aumento della polvere presente nell'ambiente, peraltro ha il vantaggio di raggiungere in un tempo più breve la temperatura voluta; solitamente i costruttori forniscono le ventole come kit opzionale. L'evoluzione raggiunta dalla tecnologia del camino chiuso, tendente al massimo rendimento, ne agevola anche la gestione, offrendo un'autonomia di carica che arriva a oltre 8 ore, intervallo della rimozione della cenere diradato a 7-10 giorni, intervalli della pulizia del vetro anteriore molto allungati.
Entrambe le tipologie sono fornite interamente prefabbricate, agevolando in tal modo il posizionamento nel locale, con interventi sulle opere murarie ridotti al minimo. I produttori offrono anche un'ampia scelta di elementi accessori di arredo, sia nei materiali che nello stile architettonico.


  • Termocamino: alimentato a legna, a gas o a pellet. Questo tipo di camino può essere ad aria a camera chiusa o ad acqua a camera chiusa. Quest’ultimo è particolarmente comodo per chi abbia bisogno in casa di un impianto di riscaldamento esteso ai sanitari e ai termosifoni.

Le differenze principali rispetto alla stufa a legna sono le seguenti:
  • funziona in maniera automatica, si accende tramite una resistenza elettrica e ha una autonomia di funzionamento in base alla capienza del proprio serbatoio di pellet;

  • necessita di un collegamento alla rete elettrica come un comune elettrodomestico;

  • È un prodotto molto più pulito poiché elimina la necessità di trasferire il combustibile dalla legnaia all'abitazione e perché, se installata correttamente, non ha fuoriuscite di fumo all'interno dell'ambiente di utilizzo in quanto lavora in depressione. Sono ora in produzione anche delle stufe a pellet completamente ermetiche rispetto all’ambiente di installazione: prelevano l'aria direttamente dall’esterno e non dal locale dove sono situate. Ideali nelle moderne case passive dove è fondamentale l'isolamento verso l'ambiente esterno;

  • Ha una canna fumaria di misure più ridotte (diametro da 80 mm a 100 mm);

  • Funziona a tiraggio forzato cioè una ventola situata all'interno della stufa provvede ad estrarre verso la canna fumaria i fumi o residui di combustione prodotti dalla combustione stessa.









La struttura è simile ad una stufa tradizionale, ha un vano o serbatoio, di solito con carica dall'alto, che contiene il pellet da bruciare. Esso può avere una capienza che parte da quindici e può arrivare fino a sessanta o più chilogrammi a seconda del modello di stufa. All'interno vi è una vite infinita o coclea che trascina il pellet dal serbatoio all'interno del braciere dove il combustibile viene bruciato grazie alla presenza di una resistenza elettrica che, diventando incandescente nella fase di avvio, innesca la fiamma.
Il calore prodotto è misurato in kilowattora (kWh). Un kilowattora corrisponde a 866,66 Kcal o 3,6MJ. La potenza di ogni singolo modello (misurata in kilowatt) è commisurata in base alla dimensione della stufa, alla quantità di pellet bruciato, alla regolazione impostata dall'utente. Anche il tipo di pellet utilizzato può incidere sulla resa calorica della stufa.
Il calore prodotto viene diffuso nell'ambiente sia per convezione naturale che ad aria forzata tramite una o più ventole che contribuiscono a distribuire l'aria calda negli ambienti attigui. In alcuni modelli è anche possibile incanalare l'aria calda in piccole condotte e posizionare una o più bocchette per canalizzare il calore in altri vani. I modelli più recenti sono dotati di un cronotermostato che permette di programmare orari di accensione e spegnimento in automatico, la velocità della ventola per l'aria calda forzata ed i gradi di temperatura desiderati.
Esistono stufe a pellet ricoperte di ceramica o rivestite in acciaio. La ceramica non scotta e mantiene a lungo il calore, mentre l'acciaio può raggiungere temperature elevate ma si raffredda molto più in fretta. Esistono altresì modelli di stufe a pellet dedicati al riscaldamento dell'acqua per i radiatori. In tali prodotti sono presenti all'interno scambiatori di calore in cui è presente l'acqua che una volta riscaldata circolerà nell'impianto dei termosifoni. È inoltre possibile far coesistere questo tipo di stufa ed un'altra fonte di calore (es. una calderina a gas) in modo che funzionino alternativamente.
La stufa necessita di una pulizia ordinaria del braciere e del cassetto cenere (se presente) da effettuare con più o meno frequenza a seconda dell'utilizzo in termini di tempi di funzionamento e di potenza impostata e del tipo di pellet impiegato; inoltre va pulita in modo più approfondito almeno una volta all'anno, ma anche più spesso in base al modello ed all'utilizzo. Potrebbe essere necessario l'intervento di un tecnico per questa operazione.
Lo scarico dei fumi derivanti dalla combustione avviene tramite un tubo di diametro variabile anch'esso a seconda del modello, da 8 a 10 cm di diametro. La tubazione deve essere in materiale resistente alle temperature di esercizio, agli acidi e alle eventuali condense prodotte dalla combustione, in Italia secondo le norme UNI si prescrive l'acciaio AISI 316.
La normativa di riferimento per l'installazione delle stufe a legna e pellet in Italia è la UNI 10683 rev.2012.






Il caminetto ha sempre avuto un fascino particolare che per secoli non è mai venuto meno: può rendere sensuale o accogliente una stanza, a seconda del momento. Per molte persone scegliere quello adatto non è una questione di funzionalità quanto di stile: il camino, infatti, diviene il cuore della stanza dove è installato. Il protagonista della casa è lui, luogo di ritrovo in serate invernali o prezioso alleato per cenette romantiche. Ciò che conta è capire come impreziosirlo e dove è preferibile montarlo:




  • Chi non vuole la solita e banale mensola sopra il camino, può optare per gruppi scultorei che rendono il camino una vera e propria opera d’arte.



  • Per i ambienti rustici si può puntare su materiali come mattoni o marmo anticato con mensole costituita da legno grezzo mentre per quelli più moderni ed eleganti, la scelta può ricadere su marmo bianco con cornice in stile ‘700 o un travertino con inserti in materiali più hi-tech.



  • I caminetti posizionati nelle nicchie murarie sono molto gradevoli se lo stile dell’arredamento è minimal e, in questi casi, la bocca dovrebbe essere rialzata rispetto al livello del pavimento. In tal modo acquista più fascino.




 
Infine, è meglio scegliere un camino a legna o a pellet? La risposta è: dipende dai gusti personali. Il primo, infatti, è il classico caminetto che dona una certa atmosfera all’ambiente domestico mentre il secondo è più tecnologico e moderno (è possibile programmarlo) e consente anche di risparmiare combustibile. 





































 Amedeo Liberatoscioli